Indicato in modo particolare alle famiglie, ma anche a chi desidera scoprire la città in modo diverso, il Trenino Pippo offre un fantastico viaggio nello spazio e nel tempo, partendo dal cuore della Genova medioevale, da quella Piazza Caricamento che si affaccia sul mare e poggia sulla "Ripa", dove un tempo attraccavano le navi in arrivo dall'Oriente, con i loro preziosi carichi di merci preziose e rare destinate all'intero mercato europeo.
Questo inedito tour è ottimamente commentato e, durante il percorso si passerà dall'epopea delle Crociate a quella delle Repubbliche Marinare, da Cristoforo Colombo al Rinascimento, dai maestosi palazzi nobiliari alla Genova Ottocentesca. Si attraverseranno le piazze più importanti, ardite vedute di un itinerario ricco ed affascinante, che avrà come meta finale il nuovo fiore all'occhiello della città: il Porto Antico, realizzato dal famosissimo architetto genovese Renzo Piano, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.treninopippo.it/home.aspx
Questo blog, gestito dall'Hotel Vittoria di Genova ( CITR. 010025-ALB-0068 ), è dedicato alle informazioni turistiche, curiosità, eventi e manifestazioni di particolare rilevanza. Uno spazio da tenere sempre sott'occhio per saperne di più su una Genova inedita, misteriosa e tutta da scoprire !
domenica 26 giugno 2011
Il Castello D'Albertis, Museo delle Culture del Mondo
Il Castello D’Albertis è stato costruito con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico tra il 1886 e il 1892 su resti di fortificazioni cinquecentesche dal capitano Enrico Alberto D’Albertis, spirito avventuroso e curioso fortemente radicato nella sua città, cui dona la sua dimora alla sua morte (1932), insieme alle collezioni archeologiche, etnografiche e marinaresche raccolte in tutto il mondo nei suoi viaggi per mare e per terra.
Dopo accurati lavori di restauro edilizio, viene restituita la dimora neogotica con i suoi rimandi esotici e le sue fascinazioni coloniali: tra carte nautiche, trofei di caccia, alabarde e orologi solari percorrere la sala colombiana, il salotto turco o la sala nautica permetterà di esplorare la vita di questo genovese di fine ’800 e di cogliere il suo sguardo verso il mondo, anche attraverso le immagini da lui scattate, i ricordi di viaggio e i volumi della sua biblioteca.
Nel nuovo spazio espositivo ricavato dalla fortificazione, il restauro consegna alla città un nuovo percorso, uno sguardo rinnovato sulle culture del mondo e sulla città stessa, su cui il castello si affaccia con un parco romantico che domina il porto. Coinvolgendo le popolazioni indigene di Africa, America e Oceania, il museo intende dare voce e molteplici prospettive ed interpretazioni sulle collezioni, per una più corretta trasmissione dei loro significati e dei loro segni, che restituisca la loro valenza simbolica e di scambio e ribalti la relatività della nostra percezione e della nostra cultura.
Immagini, narrazioni, laboratori ed eventi accompagnano la visita ed evitano la passività del visitatore, invitandolo alla riflessione e alla partecipazione, culminando nel nuovo Museo delle Musiche dei Popoli ideato e curato dall’Associazione Culturale Echo Art.
Dal Parco si gode di una bellissima vista sulla città, sul suo golfo e sul Porto Antico.
Il Castello si può inoltre trasformare (dietro preventiva prenotazione) in una esclusiva sede per ricevimenti, matrimoni o convegni.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique25
Dopo accurati lavori di restauro edilizio, viene restituita la dimora neogotica con i suoi rimandi esotici e le sue fascinazioni coloniali: tra carte nautiche, trofei di caccia, alabarde e orologi solari percorrere la sala colombiana, il salotto turco o la sala nautica permetterà di esplorare la vita di questo genovese di fine ’800 e di cogliere il suo sguardo verso il mondo, anche attraverso le immagini da lui scattate, i ricordi di viaggio e i volumi della sua biblioteca.
Nel nuovo spazio espositivo ricavato dalla fortificazione, il restauro consegna alla città un nuovo percorso, uno sguardo rinnovato sulle culture del mondo e sulla città stessa, su cui il castello si affaccia con un parco romantico che domina il porto. Coinvolgendo le popolazioni indigene di Africa, America e Oceania, il museo intende dare voce e molteplici prospettive ed interpretazioni sulle collezioni, per una più corretta trasmissione dei loro significati e dei loro segni, che restituisca la loro valenza simbolica e di scambio e ribalti la relatività della nostra percezione e della nostra cultura.
Immagini, narrazioni, laboratori ed eventi accompagnano la visita ed evitano la passività del visitatore, invitandolo alla riflessione e alla partecipazione, culminando nel nuovo Museo delle Musiche dei Popoli ideato e curato dall’Associazione Culturale Echo Art.
Dal Parco si gode di una bellissima vista sulla città, sul suo golfo e sul Porto Antico.
Il Castello si può inoltre trasformare (dietro preventiva prenotazione) in una esclusiva sede per ricevimenti, matrimoni o convegni.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique25
Villa Durazzo Pallavicini: il Museo di Archeologia Ligure
Situato in uno dei più celebri giardini storici il parco romantico di villa Durazzo Pallavicini, che occupa un posto di rilievo sia a livello locale che nazionale - il museo offre un’ampia rassegna di archeologia ligure.
Il Museo di Archeologia Ligure offre un ampio panorama sul passato più antico della nostra regione: dai giganteschi orsi delle caverne che 80.000 anni fa svernavano nelle nostre grotte durante i rigori dell’ultima glaciazione fino alle importanti città romane della Liguria, Genova in particolare come confermano le recenti scoperte urbane per questo periodo.
Il percorso espositivo, recentemente ampliato e dotato di numerosi supporti didattici, si snoda attraverso scoperte di sensazionale importanza, quali le sepolture paleolitiche, più cospicue e meglio conservate d’Europa di cui la più antica, circa 20.000 anni fa, è detta del Principe delle Arene Candide per la straordinaria ricchezza del corredo; le tombe dei primi abitatori di Genova, fondata nel 500 a.C., sulle rotte commerciali fra l’Etruria e la greca Marsiglia, una grande necropoli che ha restituito alla luce ceramica greca a figure rosse, bronzi etruschi, vasi di alabastro e di vetro di produzione mediorientale; la prima delle statue-stele ritrovate in Lunigiana, enigmatiche presenze di eroi-guerrieri dell’età del Rame; la Tavola di Polcevera che riporta, inciso nel bronzo, il primo atto giuridico della nostra regione.
Notevole la preziosa ed eclettica raccolta di un collezionista del secolo scorso: il principe Odone di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II, che alla sua morte prematura dotò Genova di un patrimonio rilevante di vasi greci, bronzi, ceramiche, vetri e gemme romane.
Nella sala egizia sono esposti oggetti appartenenti a corredi tombali (statuine di divinità, ushabti, amuleti, collane, ecc.) e teste di faraoni in pietra; il sarcofago ligneo dipinto vedi immagine, la mummia e la corazza magica con lo scarabeo del cuore di Pasherienaset; alcuni oggetti in pietra, legno e faiance, falsi storici della collezione D’Albertis. Notevole è la selezione di marmi romani, con raffigurazioni di divinità, ritratti della famiglia imperiale, marmi e iscrizioni a carattere sepolcrale.
Un nuovo percorso è dedicato al rapporto fra l’uomo e il mare in Liguria.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique34
Il Museo di Archeologia Ligure offre un ampio panorama sul passato più antico della nostra regione: dai giganteschi orsi delle caverne che 80.000 anni fa svernavano nelle nostre grotte durante i rigori dell’ultima glaciazione fino alle importanti città romane della Liguria, Genova in particolare come confermano le recenti scoperte urbane per questo periodo.
Il percorso espositivo, recentemente ampliato e dotato di numerosi supporti didattici, si snoda attraverso scoperte di sensazionale importanza, quali le sepolture paleolitiche, più cospicue e meglio conservate d’Europa di cui la più antica, circa 20.000 anni fa, è detta del Principe delle Arene Candide per la straordinaria ricchezza del corredo; le tombe dei primi abitatori di Genova, fondata nel 500 a.C., sulle rotte commerciali fra l’Etruria e la greca Marsiglia, una grande necropoli che ha restituito alla luce ceramica greca a figure rosse, bronzi etruschi, vasi di alabastro e di vetro di produzione mediorientale; la prima delle statue-stele ritrovate in Lunigiana, enigmatiche presenze di eroi-guerrieri dell’età del Rame; la Tavola di Polcevera che riporta, inciso nel bronzo, il primo atto giuridico della nostra regione.
Notevole la preziosa ed eclettica raccolta di un collezionista del secolo scorso: il principe Odone di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II, che alla sua morte prematura dotò Genova di un patrimonio rilevante di vasi greci, bronzi, ceramiche, vetri e gemme romane.
Nella sala egizia sono esposti oggetti appartenenti a corredi tombali (statuine di divinità, ushabti, amuleti, collane, ecc.) e teste di faraoni in pietra; il sarcofago ligneo dipinto vedi immagine, la mummia e la corazza magica con lo scarabeo del cuore di Pasherienaset; alcuni oggetti in pietra, legno e faiance, falsi storici della collezione D’Albertis. Notevole è la selezione di marmi romani, con raffigurazioni di divinità, ritratti della famiglia imperiale, marmi e iscrizioni a carattere sepolcrale.
Un nuovo percorso è dedicato al rapporto fra l’uomo e il mare in Liguria.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique34
Il Museo del Risorgimento - Istituto Mazziniano
L’edificio, d’origine nobiliare, subì le trasformazioni comuni ai palazzi di tutta la zona di via Lomellini quando la borghesia emergente alla fine del XVI secolo subentrò alla nobiltà attratta dai prestigiosi palazzi di Strada Nuova. Giacomo e Maria Mazzini vennero ad abitarvi nel 1794; qui nacquero Rosa, Maria Antonietta, nel 1805 Giuseppe e, tre anni dopo, Francesca. Nel 1809 la famiglia si trasferì in Salita dei Forni. Alla morte di Giuseppe, il 10 marzo 1872, gli operai genovesi promossero una sottoscrizione per acquistare tre piccole stanze dell’appartamento abitato dai Mazzini, tra cui quella dove Giuseppe vide la luce, per istituirvi un sacrario-Museo a lui dedicato. Nel 1875 fu donato al Comune, che ne garantì l’apertura al pubblico. L’edificio, dichiarato monumento nazionale nel 1925, fu acquistato dal governo per raccogliere in un’unica sede le testimonianze storiche del periodo risorgimentale. Il 22 giugno 1934 s’inaugurò l’Istituto Mazziniano che riuniva attorno al sacrario-Museo, una biblioteca ed un archivio storico-risorgimentale e il Museo del Risorgimento, preesistente dal 1915, a Palazzo Bianco.
Le raccolteNel museo sono conservati dipinti, disegni, stampe, gessi, armi, uniformi dei garibaldini e dei Carabinieri genovesi, bandiere, stendardi, fazzoletti patriottici, medaglie, fotografie. L’archivio comprende oltre 60.000 manoscritti su personaggi e associazioni rappresentativi del movimento democratico mazziniano: le carte Ruffini (Jacopo, Agostino e Giovanni), quelle di Goffredo Mameli e della Confederazione Operaia, attiva dal 1854 al 1925. Numerosi gli scritti di Giuseppe Mazzini tra cui gli Zibaldoni giovanili e alcuni capitoli dei Doveri dell’uomo. La biblioteca ospita oltre 40.000 tra libri, opuscoli storici, giornali, dal XVIII secolo ad oggi, tra cui numerosi e rari quelli relativi al movimento operaio e al cooperativismo provenienti dalle disciolte biblioteche di Società operaie e della confederazione operaia genovese. Altre 35.000 unità costituiscono il fondo della Biblioteca popolare Giuseppe Mazzini, rivolta agli operai, giunta integra dalla sua fondazione, nel 1905.
Il percorso inizia con i labari e le bandiere che, oltre 30.000 patrioti provenienti da ogni parte d’Italia, fecero sfilare in Oregina, il 10 dicembre 1847, per commemorare la cacciata degli austriaci dalla città nel 1746. Fu la prima manifestazione pubblica risorgimentale: quel giorno risuonò l’inno Fratelli d’Italia di Mameli e fu sventolato il tricolore repubblicano. Da questo particolare angolo visuale genovese si rivive la storia passata: l’età di Balilla, Genova nel periodo giacobino-napoleonico, illustrata da una serie di dipinti allegorici di Felice Guascone che interpretano l’atavico spirito di indipendenza dei genovesi, la Carboneria, la Giovine Italia, i moti mazziniani. Le sezioni successive sono dedicate al triennio rivoluzionario (1847-1849), al decennio di preparazione (1849-1860), con particolare riguardo alla spedizione dei Mille, e al primo decennio unitario sino a Roma capitale, mentre la personalità di Mazzini è approfondita nelle sale corrispondenti al sacrario-Museo. Queste ultime sezioni, ospitate in un ampio salone, costituiscocolari quano la parte più spettacolare del museo: vi sono le celebri camicie rosse, tra cui una appartenuta a Garibaldi, le divise dei CarabinieriGenovesi, giovani mazziniani addestrati militarmente nelle società di tiro a segno e le armi loro appartenute.
Tra gli autori spiccano Tetar Van Elven, Domenico e Gerolamo Induno, Pietro e Niccolò Barabino, Giuseppe Isola, Giovanni Selerio, Pietro Comba, Francesco Cogorno, Achille Dovera. Il percorso cronologico s’intreccia con momenti d’approfondimento su particolari temi e personaggi, per i quali ci si è avvalsi dell’apporto di moderne installazioni multimediali: Presentazione generale del Museo; La scala del tempo: Genova al centro della storia e del Risorgimento; Genova giacobina in un dipinto di Felice Guascone; Genova, il lavoro, il popolo e le società di Mutuo soccorso; L’inno e il tricolore; Creazione artistica ed identità nazionale; Le mille storie oltre il quadro (La partenza dei Mille).
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique82
Le raccolteNel museo sono conservati dipinti, disegni, stampe, gessi, armi, uniformi dei garibaldini e dei Carabinieri genovesi, bandiere, stendardi, fazzoletti patriottici, medaglie, fotografie. L’archivio comprende oltre 60.000 manoscritti su personaggi e associazioni rappresentativi del movimento democratico mazziniano: le carte Ruffini (Jacopo, Agostino e Giovanni), quelle di Goffredo Mameli e della Confederazione Operaia, attiva dal 1854 al 1925. Numerosi gli scritti di Giuseppe Mazzini tra cui gli Zibaldoni giovanili e alcuni capitoli dei Doveri dell’uomo. La biblioteca ospita oltre 40.000 tra libri, opuscoli storici, giornali, dal XVIII secolo ad oggi, tra cui numerosi e rari quelli relativi al movimento operaio e al cooperativismo provenienti dalle disciolte biblioteche di Società operaie e della confederazione operaia genovese. Altre 35.000 unità costituiscono il fondo della Biblioteca popolare Giuseppe Mazzini, rivolta agli operai, giunta integra dalla sua fondazione, nel 1905.
Il percorso inizia con i labari e le bandiere che, oltre 30.000 patrioti provenienti da ogni parte d’Italia, fecero sfilare in Oregina, il 10 dicembre 1847, per commemorare la cacciata degli austriaci dalla città nel 1746. Fu la prima manifestazione pubblica risorgimentale: quel giorno risuonò l’inno Fratelli d’Italia di Mameli e fu sventolato il tricolore repubblicano. Da questo particolare angolo visuale genovese si rivive la storia passata: l’età di Balilla, Genova nel periodo giacobino-napoleonico, illustrata da una serie di dipinti allegorici di Felice Guascone che interpretano l’atavico spirito di indipendenza dei genovesi, la Carboneria, la Giovine Italia, i moti mazziniani. Le sezioni successive sono dedicate al triennio rivoluzionario (1847-1849), al decennio di preparazione (1849-1860), con particolare riguardo alla spedizione dei Mille, e al primo decennio unitario sino a Roma capitale, mentre la personalità di Mazzini è approfondita nelle sale corrispondenti al sacrario-Museo. Queste ultime sezioni, ospitate in un ampio salone, costituiscocolari quano la parte più spettacolare del museo: vi sono le celebri camicie rosse, tra cui una appartenuta a Garibaldi, le divise dei CarabinieriGenovesi, giovani mazziniani addestrati militarmente nelle società di tiro a segno e le armi loro appartenute.
Tra gli autori spiccano Tetar Van Elven, Domenico e Gerolamo Induno, Pietro e Niccolò Barabino, Giuseppe Isola, Giovanni Selerio, Pietro Comba, Francesco Cogorno, Achille Dovera. Il percorso cronologico s’intreccia con momenti d’approfondimento su particolari temi e personaggi, per i quali ci si è avvalsi dell’apporto di moderne installazioni multimediali: Presentazione generale del Museo; La scala del tempo: Genova al centro della storia e del Risorgimento; Genova giacobina in un dipinto di Felice Guascone; Genova, il lavoro, il popolo e le società di Mutuo soccorso; L’inno e il tricolore; Creazione artistica ed identità nazionale; Le mille storie oltre il quadro (La partenza dei Mille).
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique82
I Musei dei Parchi di Nervi
La Galleria d’Arte Moderna di Villa Saluzzo Serra, le Raccolte Frugone di Villa Grimaldi Fassio e il Museo Luxoro sono le soste culturali di una piacevole passeggiata all’interno dei grandi parchi storici, con piante mediterranee ed esotiche, collegati allo spettacolare roseto di Villa Grimaldi, da cui si coglie la magica presenza del mare.
Un unico percorso espositivo collega le raccolte d’arte, dal Seicento ai giorni nostri: le collezioni antiche della dimora-museo di Villa Luxoro; i dipinti e le sculture Belle Epoque delle Raccolte Frugone in Villa Grimaldi Fassio e le opere otto-novecentesche della Galleria d’Arte Moderna di Villa Saluzzo Serra. Un accattivante sguardo sull’Ottocento e sul Novecento, impreziosito dalla presenza della Wolfsoniana, museo in cui sono esposti arredi, arti decorative, dipinti e sculture databili tra il 1880 e il 1945.
Le Raccolte Frugone, esposte a Villa Grimaldi Fassio propongono le collezioni d’arte italiana e straniera donate alla città dai fratelli G.B. e Luigi Frugone nel 1935 e nel 1953. Ritratti, pitture di genere, paesaggi e sculture databili tra ill 1860 e 1930, raccolti secondo i criteri del collezionismo altoborghese di inizio ’900. Opere dei più importanti artisti italiani e stranieri, in parte legati alla Belle Epoque: Boldini, Cremona, De Nittis, Fattori, Messina, Michetti, Miller, Segantini, Signorini, Sorolla y Bastida, Troubetzkoy.
Affacciate sulla scogliera di Nervi, le sale del Museo Luxoro, una residenza signorile del primo Novecento, ospitano collezioni di dipinti e disegni, mobili, orologi antichi, ceramiche, argenti e statuine da presepio del XVII e XVIII secolo. Di particolare interesse le tele di Magnasco.
Focalizzata principalmente sulle arti decorative e di propaganda del periodo 1880-1945, la Wolfsoniana, si snoda attraverso le principali correnti linguistiche e espressive della prima metà del XX secolo, dall’Art Nouveau al Déco, dal Novecento al Razionalismo. A documentare puntualmente la complessità culturale dell’epoca contribuisce la straordinaria varietà di materiali (dipinti, sculture, arredi, arti decorative, oggetti d’uso quotidiano e design industriale.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museidigenova.it/spip.php
La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Il Palazzo, donato allo Stato nel 1958 dai marchesi Francesco e Paolo Spinola, conserva ancora oggi l’aspetto di nobile dimora genovese sei-settecentesca. Visitando i vari ambienti che si susseguono nei due piani nobili si possono ammirare, nella loro collocazione originale, oltre agli arredi storici, opere di artisti quali Joos van Cleve, Anton van Dyck, Valerio Castello, Gio. Benedetto Castiglione detto il Grechetto, Luca Giordano, Bernardo Strozzi, nonchè gli affreschi di Lorenzo De Ferrari, Sebastiano Galeotti e Lazzaro Tavarone.
Nella Galleria Nazionale della Liguria, oggi allestita al terzo piano del Palazzo di Pellicceria, sono stati collocati i numerosi acquisti effettuati dallo Stato Italiano nel corso degli ultimi decenni, tra questi la Giustizia di Giovanni Pisano, il Ritratto equestre di Gio Carlo Doria di Rubens, il Sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi, il Ritratto di Stefano Raggio di Joos van Cleve e la Santa Caterina in trono con angeli di Barnaba da Modena. Al quarto piano è possibile ammirare preziose ceramiche dei secoli XVI-XIX e le collezioni tessili della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della Liguria conservate all’interno del DVJ - Centro Studi Tessuto e Moda. Previo appuntamento, vengono organizzate visite del Palazzo ed attività didattiche per le scuole.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.palazzospinola.it/
Nella Galleria Nazionale della Liguria, oggi allestita al terzo piano del Palazzo di Pellicceria, sono stati collocati i numerosi acquisti effettuati dallo Stato Italiano nel corso degli ultimi decenni, tra questi la Giustizia di Giovanni Pisano, il Ritratto equestre di Gio Carlo Doria di Rubens, il Sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi, il Ritratto di Stefano Raggio di Joos van Cleve e la Santa Caterina in trono con angeli di Barnaba da Modena. Al quarto piano è possibile ammirare preziose ceramiche dei secoli XVI-XIX e le collezioni tessili della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della Liguria conservate all’interno del DVJ - Centro Studi Tessuto e Moda. Previo appuntamento, vengono organizzate visite del Palazzo ed attività didattiche per le scuole.
Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.palazzospinola.it/
La Card Musei di Genova
La Card Musei rappresenta un vero e proprio City Pass, che consente il libero accesso ai 22 musei cittadini comunali, statali e privati. Esistono 6 versioni della Card:
Card 24 ore da 12,00 € che non prevede l'ingresso al Galata Museo del Mare;
Card 24 ore + bus da 13,50 € che non prevede l'ingresso al Galata Museo del Mare;
Card 24 ore da 16,00 €;
Card 48 ore + bus da 20,00 €;
Card Annuale 35,00 €;
Card Annuale Studenti 20,00 €.
I Musei compresi nella Card sono i seguenti:
Musei di Strada Nuova: Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo Tursi
Castello D'Albertis - Museo delle Culture del Mondo
Museo Navale di Pegli
Museoteatro della Commenda di Prè
Galleria d’Arte Moderna
Wolfsoniana
Raccolte Frugone
Museo Giannettino Luxoro
Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone
Museo di Sant’Agostino
Museo del Risorgimento
Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce
Museo di Storia Naturale Giacomo Doria
Museo di Archeologia Ligure
Museo di Storia e Cultura Contadina
Museo del Tesoro della Cattedrale di San Lorenzo
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Museo di Palazzo Reale
Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti
Museo Diocesano
Museo Nazionale dell’Antartide Felice Ippolito
NB: Palazzo del Principe, dietro presentazione della Card Musei in biglietteria, consentirà l’ingresso ai cortili e giardino di Palazzo del Principe (nel periodo 30 settembre – 21 marzo solo dal lunedì al venerdì e nel restante periodo anche nel sabato e domenica) e accorderà il biglietto ridotto alle mostre.
Con la Card Musei si ha diritto all’ingresso scontato a:
Palazzo Ducale
Acquario di Genova
Città dei Bambini e dei Ragazzi
Bigo
Museo Luzzati
Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure
Castello Mac Kenzie
Museo del Genoa
Teatro Carlo Felice
Teatro Stabile di Genova
Teatro della Tosse
Teatro dell’Archivolto
Teatro Cargo
74 Cinema in Genova e Provincia
Punti vendita
I Musei Civici, il Bookshop dei Musei di Strada Nuova, Palazzo Ducale, IAT di Genova Turismo, Ligursind Tour in via Balbi.
Card 24 ore da 12,00 € che non prevede l'ingresso al Galata Museo del Mare;
Card 24 ore + bus da 13,50 € che non prevede l'ingresso al Galata Museo del Mare;
Card 24 ore da 16,00 €;
Card 48 ore + bus da 20,00 €;
Card Annuale 35,00 €;
Card Annuale Studenti 20,00 €.
I Musei compresi nella Card sono i seguenti:
Musei di Strada Nuova: Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo Tursi
Castello D'Albertis - Museo delle Culture del Mondo
Museo Navale di Pegli
Museoteatro della Commenda di Prè
Galleria d’Arte Moderna
Wolfsoniana
Raccolte Frugone
Museo Giannettino Luxoro
Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone
Museo di Sant’Agostino
Museo del Risorgimento
Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce
Museo di Storia Naturale Giacomo Doria
Museo di Archeologia Ligure
Museo di Storia e Cultura Contadina
Museo del Tesoro della Cattedrale di San Lorenzo
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Museo di Palazzo Reale
Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti
Museo Diocesano
Museo Nazionale dell’Antartide Felice Ippolito
NB: Palazzo del Principe, dietro presentazione della Card Musei in biglietteria, consentirà l’ingresso ai cortili e giardino di Palazzo del Principe (nel periodo 30 settembre – 21 marzo solo dal lunedì al venerdì e nel restante periodo anche nel sabato e domenica) e accorderà il biglietto ridotto alle mostre.
Con la Card Musei si ha diritto all’ingresso scontato a:
Palazzo Ducale
Acquario di Genova
Città dei Bambini e dei Ragazzi
Bigo
Museo Luzzati
Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure
Castello Mac Kenzie
Museo del Genoa
Teatro Carlo Felice
Teatro Stabile di Genova
Teatro della Tosse
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Teatro Cargo
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Punti vendita
I Musei Civici, il Bookshop dei Musei di Strada Nuova, Palazzo Ducale, IAT di Genova Turismo, Ligursind Tour in via Balbi.
La Card è in vendita anche on line su http://www.mentelocale.it/ - http://www.happyticket.it/
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