venerdì 7 settembre 2012

Genova-Voci: "Il più bello dei mari/ è quello che non navigammo"


All’interno e a coronamento dell’intensa attività culturale svolta dalla Biblioteca Universitaria di Genova nei primi sei mesi del 2012, si colloca la rassegna  di poesia GENOVA-VOCI ideata da Cetta Petrollo, Direttore ad interim della Biblioteca stessa.
La rassegna è dedicata soprattutto ai grandi poeti liguri che vengono interpretati e letti, non soltanto da attori ed esponenti della cultura,  ma anche da altri poeti contemporanei il cui percorso letterario è stato arricchito dalla poesia dei nostri Grandi.
GENOVA-VOCI è stata inaugurata, con successo di pubblico, il 12 luglio 2012 sulla Scalinata della Biblioteca Universitaria di Genova con una Esecuzione dedicata a Giorgio Caproni.
Gli incontri continueranno fino alla fine del 2012 e vedranno coinvolte le più importanti realtà cittadine e culturali.
In particolare, con l’appuntamento che ha come titolo un verso di Nazim Hikmet "Il più bello dei mari/ è quello che non navigammo" e che si terrà, nell’esclusiva cornice del Castello della Dragonara di Camogli, venerdì 14 settembre 2012 alle ore 20,30,  annunceremo la ripresa autunnale della rassegna.
Si alterneranno sulla scena i poeti: Laura Accerboni, Guido Caserza, Vanessa Cimiero, Gabriella Cirone, Primo Conoscenti, Marco Furia, Paolo Gentiluomo, Antonio Leverone, Massimo Morasso, Luciano Neri, Alberto Nocerino, Cetta Petrollo, Claudio Pozzani.
La rassegna proseguirà con altri incontri dedicati a: Giorgio Caproni (II parte), Eugenio Montale, Camillo Sbarbaro, Dino Campana, Giovanni Giudici, Vito Riviello, Vito Elio Petrucci.  Inoltre è prevista una collaborazione con il Teatro della Tosse per la realizzazione di una performance dal titolo “La circolarità del testo” sui poeti  del Gruppo ’63 in relazione allo spettacolo “La regola del gioco”.

Maggiori informazioni sul sito http://www.bibliotecauniversitaria.ge.it/

domenica 19 agosto 2012

Torneo di Burraco Cinque Stelle - III Edizione

Per la giornata di Sabato 22 Settembre p.v. il CIV “Balbi Principe – le vie della storia” ha deciso di organizzare” una giornata dedicata al gioco del Burraco con la finalità di raccogliere fondi per effettuare un operazione di solidarietà nei confronti delle attività dell’Emilia Romagna duramente colpite dal recente terremoto.

La terza edizione del torneo di Burraco “5 stelle” si svolgerà presso il Grand Hotel Savoia di Genova via Arsenale di terra , 5.

L’edizione di quest’anno sarà inoltre arricchita da una lotteria con tantissimi premi accompagnata da un ricco cocktail-buffet finale.

Il CIV Balbi Principe invita alla massima partecipazione all’iniziativa al fine di poter diventare un strumento di utile e concreto sostegno rispetto al rilancio di un tessuto produttivo ed imprenditoriale italiano di fondamentale importanza.

Per l'occasione, L'Hotel Vittoria offrirà ai partecipanti al torneo provenienti da fuori Genova, la camera doppia al prezzo scontato di 65,00 Euro, con la prima colazione inclusa, fino ad esaurimento della disponibilità.

Per informazioni e prenotazioni, contattare la segreteria del CIV Balbi-Principe al numero  0105531786 oppure cell. 3389099779.
e-mail: balbiprincipe@libero.it

Il CIV “Balbi Principe - Le vie della storia”, nato nel 2000 nel centro storico di Genova a pochi passi da Piazza Principe, riunisce le imprese commerciali, turistiche e di servizio appartenenti al nucleo naturale della zona di via Balbi e dintorni ed agisce con l’obiettivo di promuovere culturalmente, turisticamente e socialmente il territorio attraverso la propria attività di programmazione, che beneficia sempre del supporto di Ascom Confcommercio, Camera di Commercio di Genova e Comune di Genova.

venerdì 17 agosto 2012

Miró! Poesia e luce

Dal 5 ottobre 2012 al 3 marzo 2013, negli Appartamenti del Doge di Palazzo Ducale a Genova.
Questa mostra è una rassegna molto esaustiva dell'opera del grande artista catalano Joan Mirò (1893-1983),  che ha lasciato un segno inconfondibile nell'ambito delle avanguardie europee. Nel corso della mostra verranno esposti al pubblico oltre 80 lavori, tra cui 50 olii di sorprendente bellezza e di grande formato, ma anche terrecotte, bronzi e acquerelli. Spiccano per la loro importanza gli olii Donna nella via (1973) e Senza titolo (1978); i bronzi come Donna (1967); gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti da Palma di Maiorca dove la Fundació Pilar i Joan Miró detiene molte opere dell'artista, concesse in via del tutto eccezionale per questa esposizione.
La mostra Miró! Poesia e luce è prodotta e organizzata da Arthemisia Group, 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró.
La curatrice è María Luisa Lax Cacho, ritenuta a livello internazionale tra i maggiori esperti dell'opera di Miró, la quale ha voluto illustrare l'ultima fase della produzione della lunga vita dell'artista, quando finalmente concretizzò a Maiorca nel 1956 un suo grande sogno: un ampio spazio tutto suo, dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli. In occasione della mostra, lo studio che Miró aveva tanto desiderato è stato ricostruito scenograficamente all'interno degli spazi espositivi.

Per maggiori informazioni visitate il sito
http://www.palazzoducale.genova.it/naviga.asp?pagina=48497
oppure visitate il sito ufficiale della mostra
 http://www.mostramiro.it/

martedì 17 luglio 2012

La Cattedrale raccontata. Visita spettacolo con gioco

Sabato 21 luglio appuntamento serale nel Museo Diocesano di Genova per la visita spettacolo “La Cattedrale raccontata”, che dal Chiostro del Duomo condurrà, fra narrazioni, musica e danze, fino alla torre loggiata posta in facciata, per godere del panorama di Genova notturna. Filo conduttore dell’itinerario, a metà strada fra la visita guidata e lo spettacolo itinerante, è la storia della Cattedrale, cuore del centro storico cittadino e attorno alla quale, nei secoli, si sono sviluppate le vicende della città e dei suoi abitanti.
Lo spettacolo inizia nel Chiostro medievale: qui si svolgerà una Danza Macabra di grande impatto emotivo, pretesto per far rivivere alcuni grandi personaggi genovesi del passato che reciteranno ciascuno un indovinello: i visitatori saranno così invitati a risolvere gli enigmi per ricevere un premio-ricordo!
La tappa successiva si svolgerà in esterno, dove un gruppo di pellegrini di fine Duecento narrerà la commozione provata nel giungere nella città di Genova e nello scorgere, per la prima volta, le meraviglie della Cattedrale, descrivendola così come sarebbe apparsa in quell’epoca.
Il gruppo dei visitatori entrerà quindi in Cattedrale e salirà alla Tribuna del Doge, ampia balconata aperta sulla navata centrale e posta appena sotto il rosone policromo, dove toccherà ad un gruppo di nobildonne genovesi narrare la loro particolarissima vicenda: la poco conosciuta “crociata delle dame”, che a inizio Trecento si fecero forgiare spade, elmi e corazze per partire anch’esse alla volta della Terrasanta.
Preso il fiato e percorso l’ultimo tratto di scala a chiocciola, il gruppo giungerà infine all’aperto sul tetto del Duomo per sostare sulla loggia della torre di facciata, dove lo aspetta l’ultimo, grande personaggio genovese: Iacopo da Varagine, vescovo genovese del Duecento, che scrisse per i posteri un’interessante “Cronaca di Genova” e che ci narrerà una delle esperienze più scioccanti del suo vescovato: la guerra civile del 1295, in cui i genovesi giunsero a dar fuoco alla Cattedrale stessa.
A cura di Arti&Mestieri e Ianua temporis. Regia di Fabrizio Giacomazzi (Studio Associato Attori). Interventi musicali di Andrea Facco. Con la partecipazione del Gruppo storico culturale Sextum. Costumi di Gabriella Lussana. Service VTA.
Sabato 21 luglio 2012 alle ore 21 e alle ore 22.30. Apertura della biglietteria alle ore 20.30. Ingresso € 12,00, ridotto € 10,00, ragazzi (5-14 anni) € 6,00. Prenotazioni presso la biglietteria Museo Diocesano, via T. Reggio 20ra Genova. Tel. 0102541250 - info@museodiocesanogenova.it

Per maggiori informazioni:
http://www.diocesi.genova.it/museodiocesano
http://www.ianuatemporis.it/

lunedì 16 luglio 2012

"Algun dia hemos de llegar... Despues sabremos adonde". Mostra di Veronica Fonzo e Flavia Robalo

Fino al 25 settembre il Galata Museo del Mare ospita la mostra "Algun dia hemos de llegar... despues sabremos adonde", ventuno sculture e tredici pitture sul tema del viaggio come ricerca di Veronica Fonzo e Flavia Robalo. Le due artiste argentine, figlie di emigranti ed emigrate a loro volta in Italia per imparare a lavorare le tecniche scultoree e pittoriche, assemblano materiali - terra, legno, marmo, ferro -  per raccontare attraverso le opere i cammini intrapresi, gli odori respirati, le acque solcate nel viaggio della loro vita.

Una mostra che, come sottolinea Antonio Trotta artista italo - argentino autore del testo critico, consente di avere una visione positiva delle migrazioni che la storia e la letteratura ci offre. 
Il viaggio come ricerca, come illusione che sull'altra sponda ci sia un paradiso perduto: solo strada facendo si va costruendo il senso della vita. Così, attraversando cieli, mari e terre, i personaggi di Veronica Fonzo e Flavia Robalo percorrono e vivono una migrazione acquisita e sacralizzata. Immagini che ricordano andature migratorie, atmosfere che spingono a lasciarsi sommergere da mondi nuovi: "se dobbiamo salvarci o no, a questo nessuno può rispondere; bisogna tirar dritto là dove si nasconde il sole; un giorno arriveremo...poi sapremo dove" (tratto dal poema epico argentino Martin Fierro scritto da José Hernández).
  
Testo critico a cura di Antonio Trotta, artista italo argentino per L'arte giugno 2012 
“Anche se oggi sembrerebbe impossibile, ci sono state migrazioni felici. Dal concetto rovesciato del Gaucho, Martin Fierro che parla di arrivare non di partire ci si accorge d'essere nell'altro emisfero, qui non avrebbero senso le sentite parole del Nobel Saint J.Perse sull'esilio : "Straniero su tutti i lidi del mondo, senza udienza ne testimone, ospite precario a i bordi delle citta, tu non varcherai la soglia dei Lloyds dove la tua parola non ha corso e la tua moneta e senza titolo."

Soltanto in Argentina che conosceva bene,  De Amicis poteva ambientare  l'odissea del bambino Genovese del libro Cuore che parte da solo per trovare sua madre,  con un significativo indirizzo in tasca: De Las Artes 175. Soltanto li poteva essere rispettato, ascoltato, protetto ed aiutato. Genovesi come lui colorarono il porto della Boca, fabbricarono case con le lamiere dei containers divenuto in poco tempo il luogo più approdato e transitato da tutte le razze del mondo .  Dice il marinaio arrivato con la sua barca carbonaia : " Riviere che non cambiano avviciniamo nell'ancorare, cento porti ci regalano la musica del mare, ragazze d'occhi tristi vengono ad aspettarci e il sapore dei bicchieri sembra sempre uguale, soltanto qui, nel tuo porto si rallegra il cuore, porticciolo dove "sanguina" la voce del bandoneòn."

 Da giovane prima del premio Nobel, Eugene O'Neill arriva a Buenos Aires da povero, rifiuta un lavoro offertogli per non "perdere" tempo, preferisce dormire sulle panchine per godersi al massimo la letterarietà della citta.
L' educatore e scrittore Domingo F. Sarmiento presiede la nueva Repubblica alla fine dell'ottocento, consapevole della massa migratoria  di tutte le razze che sarebbero arrivate per costruire il nuovo e grande paese, scommette  tutto sull'educazione, seminarono scuole  in ogni angolo dell'esteso territorio, riuscendo in pochi anni elevare il livello di alfabetizzazione al 90%, l'arrivo dei professori universitari fuggiti dai regimi imperanti in Europa fecero il resto, cosi in pochi anni  l'Argentina era uno dei paesi più colto , ricco e moderno.

La miscela "esplossiva" di tutte le razze integrate produssero "Il grande canto" che mai paese alcuno o città ebbero, forse per ringraziare  la felicita e la speranza datagli. Così dai poeti di "strada " come Cadicamo,Discepolo, Manzi e altre decine, scrittori e poeti come Marechal, J. Hernandez,Carriego, Borges, Macedonio Fernandez, Bioy Casares ed altri plasmarono  la unica cultura libre del secolo xx. Quel paradiso Plotiniano  non esiste più, forse a più d' uno dava noia.

Le nostre artiste argentine vengono da questa realtà, cominceranno dai loro origini, dall'altra sponda si faranno delle domande, cosa sarebbe successo al bambino del libro cuore se partiva dalle Ande agli Appennini come loro, sarebbe stato un "sciuscià" come il film di Rossellini? le parole di Saint J.Perse si attualizzeranno? Così  transitano le nostre artiste Flavia Robalo e Veronica Fonzo, verso la calle De las Artes 175. Con la loro sensibilità e saggezza, sconfiggeranno ogni avversità come il gaucho Martin Fierro, come l'odisseo o come il bambino del libro Cuore.
  
CURRICULA
Veronica Fonzo: Nasce a Buenos Aires, Argentina nel 1972. Appena diplomata all’Accademia delle Belle Arti comincia a lavorare come assistente di importanti maestri argentini, trasferendosi in seguito in Liguria, a Pietrasanta, per perfezionare la tecnica di pittura e scultura. Partecipa a diverse mostre in Italia, Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Argentina, Bolivia e Stati Uniti, distinguendosi per la sobrietà delle forme e la spontaneità delle esecuzioni. Tutta la materia ha uno spirito  nascosto che si lascia catturare solo per chi sa dominarlo. Il mondo di Veronica è popolato di echi e risonanze nostalgiche dove l’infanzia non è metafora se non uno strumento poetico riflessivo e contemplativo. I bambini di Veronica Fonzo conoscono l’immensità dei posti solitari ed illimitati della propria fantasia così’ come lei conosce la conosce la solitudine della geografia infinita della sua Argentina.
  
Flavia Robalo: Flavia Robalo nasce a Buenos Aires, Argentina, nel 1973. Dal 1984 frequenta diverse scuole di pittura e scultura, avendo approfondito la lavorazione in marmo dal 1991 come allieva e assistente dello scultore Orio Dal Porto. Nel 1997, dopo la laurea in psicologia, viaggia per la prima volta a Pietrasanta, Italia, dove continua la sua formazione scultorea e inizia un’attività espositiva e di partecipazione a diversi simposi italiani ed esteri.

Fino al 25 settembre nella Saletta dell'Arte, al galata Museo del Mare.
Orario: tutti giorni, ore 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00).
Ingresso incluso nel biglietto del Museo: adulti 12,00 euro – ragazzi 7,00 euro

Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.galatamuseodelmare.it

sabato 7 luglio 2012

Galata Museo del Mare: sali a bordo di una galea del XVII secolo

La vita a bordo delle galee e nell'arsenale della Repubblica di Genova. Dal 7 luglio allestimanto permanente.
Per festeggiare la novità dal 7 al 31 luglio speciale promozione 1 ragazzo omaggio ogni 2 adulti paganti.

A partire dal 7 luglio il visitatore del Galata Museo del Mare potrà salire a bordo della Galea genovese del ‘600 che fin dall’inaugurazione del Museo costituisce una delle ricostruzioni a grandezza naturale più impattanti e caratteristiche. A otto anni dalla sua apertura, il Galata Museo del Mare prosegue il suo rinnovamento. Dopo le innovazioni del sommergibile Nazario Sauro (2010) e del MEM – Memoria e Migrazioni (2011), lo staff scientifico del Mu.MA torna su uno degli argomenti fondanti il museo: la vita a bordo delle galee e nell’arsenale della Repubblica di Genova, di cui, proprio l’edificio Galata è l’ultima parte superstite.

Il “Sali a bordo della Galea” si inserisce nel riallestimento del piano terra denominato “la vita a bordo delle galee e nell’Arsenale della Repubblica di Genova”. Cinque diverse sale dedicate all’età del remo a Genova, gli anni tra il ‘500 e il ‘700, tra la figura di Andrea Doria - armatore di galere e vero rifondatore della Repubblica - e il governo dei Dogi che accompagnarono gli ultimi, faticosi, secoli della Repubblica.
Il nuovo percorso espositivo esprime bene la filosofia museale del Galata: una forte impostazione storica tesa alla divulgazione, un patrimonio di opere storiche e artistiche di grande pregio e un approccio scenografico, multimediale e interattivo per imparare toccando, muovendosi e interagendo con le installazioni. Il visitatore del Galata Museo del Mare diventa “visit-attore”: dopo aver esplorato l’Arsenale può salire a bordo della Galea, fin sul ponte di voga, per esplorarne l’interno e scoprire la vita di bordo vestendo i panni di un membro dell’equipaggio scegliendo tra schiavi, forzati e buonavoglia; interagire con i personaggi tipici dell’epoca quali aguzzini e papassi; assistere all’animata discussione tra il Senatore, il Capitano e il Maestro d’Ascia; approfondire nella “Ludoteca della Galea” alcuni aspetti della vita di bordo; ammirare reperti e opere rare dell’epoca che completano questo viaggio nel tempo.

Per festeggiare insieme al pubblico la novità, dal 7 al 31 luglio i visitatori del Galata Museo del Mare potranno usufruire di una speciale promozione: un ragazzo omaggio ogni due adulti paganti. Vedi dettaglio prezzi. Con il biglietto Galata possibilità di visitare gratuita al Museoteatro della Commenda di Prè altro museo del Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni insieme al Museo Navale di Pegli.
IL PERCORSO
Prima di poter accedere alla Galea, il visitatore come in una macchina del tempo, viene riportato indietro nello stesso luogo dove oggi sorge il Galata, nell’Arsenale di Genova nella prima metà del Seicento. Tre straordinarie opere originali: un modello di Galea, un dipinto raffigurante il Porto di Genova nel Seicento e la battaglia tra galee imperiali e galee turche, opera di De Wael - precedono l’ingresso nell’Armeria della Darsena. Qui, tra strutture di rovere e cancellate di ferro,  sono esposte corazze, elmi, armi e cannoni originali.
Si entra, quindi, nell’area “operativa” dell’Arsenale: il grande scalo della galea in riparazione. Sovrastati dal suo grande sperone rosso, si viene avvolti dai suoni di un tempo: le grida dei maestri d’ascia, e quelle dei calafati, il rumore degli attrezzi da lavoro. Avvicinandosi sul lato sinistro della galea, si viene richiamati da uno dei maestri d’ascia che, prendendo il visitatore per uno dei tanti membri della ciurma, lo inviterà a salire a bordo: si accede dentro la galea direttamente dalle ordinate.

Davanti ci si trova un maestro d’ascia e uno schiavo che invitano a chiarire la propria identità: “schiavo, forzato o buonavoglia?”, visto che ognuno riceveva un trattamento diverso nonostante il comune compito di vogatori. Il visitatore può scegliere la propria categoria di appartenenza, attivando un dialogo con il maestro d’ascia che introduce alla vita e al lavoro sulla galea, come dei galeotti “novizi”.
Nello stesso tempo si può osservare l’interno della galea, percepirne gli spazi angusti e pieni di materiali: dalla camera delle vele,   alla “santabarbara”, con i barilotti di polvere da sparo e le palle di pietra dei cannoni, dai barili dell’acqua ai sacchi di juta del “biscotto”,  la  galletta , il principale alimento dei vogatori.
Da qui si sale al ponte di voga attraverso una scaletta: come da un boccaporto, il Visitatore vede i banchi di voga, la corsia, dove corrono gli agozili (aguzzini) che riempiono di bastonate i vogatori che non tengono il tempo, la rembata (da cui il verbo “arrembare”) dove stanno i soldati e le artiglierie. In particolare si potranno vedere una coppia di remi di galea e percepirne la grandezza e il peso – 9 metri di lunghezza per oltre 100 kg l’uno. I remi sono stati realizzati dal maestro d’ascia Roberto Guzzardi, dell’Associazione Storie di Barche che li ha ricostruiti secondo documenti seicenteschi e con la consulenza del Corpo Forestale dello Stato - Foreste Casentinesi. I remi - dono dell’Associazione Promotori Musei del Mare onlus che dal 1996 sostiene attività e iniziative del Museo - rappresentano il vero “motore” della galea.

A questo punto del percorso, grazie ad una postazione multimediale che rispecchia lo stile interattivo del Museo, il Visitatore assiste all’animata discussione tra il Senatore, il Capitano e il Maestro d’Ascia. Il tema è antico ma sempre attuale: la nave deve essere pronta eppure mancano i soldi per gli approvvigionamenti, e i fornitori si rifiutano di anticipare i materiali. Scene di una pubblica amministrazione in crisi, quale era quella genovese del XVII secolo, presa tra la volontà politica di potenza e le ristrettezze dei bilanci, situazione che partoriva trucchi ed escamotage per sopravvivere alla giornata.
Si scende dal ponte alla “camera” poppiera. Qui il visitatore-galeotto incontra due figure molto importanti: l’agozile e il papasso. Il primo, uno dei capi della ciurma era una figura complessa: senza scrupoli nel tempestare di bastonate i rematori, l’agozile viveva con loro, ne condivideva il destino e ne organizzava la giornata. Cosciente della risorsa che rappresentavano, evitava la crudeltà e faceva il procacciatore di affari in un ruolo da mediatore tra le ciurme e i privati. Nella scena, infatti, uno di questi agozili è intento a giocare a dadi con il capo della ciurma musulmana, il papasso. Quest’ultimo, come una specie di esponente sindacale dei tempi, era eletto dalla ciurma e poteva essere un imam, un cadì o comunque un esponente islamico di condizione, autorevole sui suoi compagni e in grado di opporsi e contrastare aguzzini, comiti e magistrati dell’Arsenale.
  
Dopo aver interloquito con tutte queste figure, le principali dell’Arsenale, i galeotti-visitatori possono approfondire nella Ludoteca della Galea alcuni temi: come funzionava un cannone dell’epoca? Cosa si mangiava? Cosa si provava ad essere incatenati ai banchi di voga? Come funzionavano gli strumenti di navigazione dell’epoca? Un progetto scientifico dello staff Mu.MA, curato da Costa Edutainment, per meglio comprendere la vita a bordo delle galee.
Si sale quindi al primo piano, in un’area particolarmente ricca di fascino perché costruita intorno ai grandi “pilastri” dell’Arsenale Nella Galleria che si affaccia sulla galea - sono stati disposti i principali “tesori” del Galata relativi a quell’epoca a partire da quella Allegoria Navale, che celebra la Sacra Lega del 1538: un dipinto su tavola di scuola fiamminga che mostra Carlo V e di Papa Paolo III mentre uno ieratico Andrea Doria leva la mano in direzione del Levante, verso quel nemico ottomano con il quale si giocheranno le sorti del Mediterraneo. Le grandi vetrine azzurre del Galata custodiscono inoltre: quadri di Agostino Tassi, di Lazzaro Calvi e dei fratelli De Wael, intervallati dai rari reperti sopravvissuti dell’epoca delle galee come la cariatide poppiera,  un’opera policroma settecentesca, e lo straordinario fanale che guidava le galee.
Le opere esposte al primo piano aiutano a percorrere un viaggio lungo alcuni secoli, tra gli inizi del ‘500 fino al secondo decennio del XIX secolo. É infatti nell’epoca post-napoleonica che, per l’ultima volta, compaiono le galee nell’arsenale di Genova, che dopo il Concilio di Vienna viene assegnato con i territori della vecchia repubblica al Regno di Sardegna. In quello che diviene l’arsenale della Regia Marina, i corpi delle galeotte e delle mezze galere, sono i resti anacronistici di un passato sempre più lontano. Le rivoluzioni hanno spazzato schiavi, forzati e buonavoglia; i musulmani sono tornati a casa, con le coccarde tricolore della rivoluzione, ma ai loro posti da vogatori sono andati i forzati, i renitenti alla leva, gli indisciplinati: la galea si è trasformata, definitivamente , in galera.
La sezione dedicata al viaggio ai tempi delle galee e all’Arsenale della Repubblica di Genova si chiude con la rievocazione dell’arrivo a Genova dei forzieri d’argento condotti dalle galee genovesi dalla Spagna a Genova. Rimborsi con interesse dei prestiti dei patrizi genovesi, queste “rimesse” rappresentarono una straordinaria fonte di ricchezza, sulla quale i mercanti banchieri della città costruirono i loro palazzi e le loro ville.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Galata Museo del Mare http:www.galatamuseodelmare.it



mercoledì 4 luglio 2012

Per mare di villa in villa. Cultura in navigazione lungo la costa. IV edizione

Parte la quarta edizione di “Per mare, di villa in villa”, la manifestazione ideata da Farida Simonetti e realizzata dalla Società Trasporti Marittimi “Golfo Paradiso” di Camogli che aggiunge così, ai tradizionali collegamenti tra Camogli e Punta Chiappa e San Fruttuoso e alle mini crociere tra Genova  le Cinque Terre e Portovenere, un programma di iniziative culturali in cui la via del mare e il trasporto in battello vengono proposti come strumento per una originale lettura delle emergenze della costa e un nuovo modo di usare la navigazione grazie alla guida di esperti, studiosi, artisti.

Il sorprendente successo ottenuto negli anni scorsi, in cui migliaia di persone hanno partecipato alle conferenze in battello, ha indotto a ripetere le proposte delle precedenti edizioni aggiungendo però anche nuove occasioni di esperienza di vita e di conoscenza sul mare.

Grazie alla disponibilità di Matteo Fochessati e Gianni Franzone, della Wolfsoniana- Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, e di Caterina Olcese, della Soprintendenza per i beni artistici e storici della Liguria , saranno riproposte le due conferenze di illustrazione delle ville tra eclettismo e razionalismo tra Genova e Camogli, con inedite visioni di emergenze come Villa Necchi o Villa Pirelli o ancora Villa Dufour  e dei grandi alberghi e ville “belle époque” del Tigullio, tra Portofino e Zoagli.

A quest’ultimo itinerario è dedicato il secondo volume della collana “Per mare”, diretta da Farida Simonetti ed edito dalla Sagep, in cui Caterina Olcese ha ricostruito  la storia delle architetture private e alberghiere del Tigullio, ma soprattutto ha delineato il nascere del turismo internazionale d’èlite che ha reso mitica la costa tra Portofino e Rapallo.

Al tema dell’architettura di villa si aggiunge e si contrappone quest’anno l’architettura contemporanea e l’archeologia industriale del porto di Genova che si scoprirà accompagnati da Giovanna Rosso del Brenna, docente di archeologia industriale presso l’Università di Genova e l’Università Cattolica di Milano dalla Fiera di Genova, con il padiglione di Jean Nouvel, all’intervento di Renzo Piano, Calaytrava  e Piero Gambacciani nel Porto Antico arrivando a ovest agli insediamenti industriali e nuovi quartieri di Sampierdarena e Cornigliano fino alla pista sull’acqua dell’aereoporto.

Ma il battello non sarà un mezzo per scoprire solo architetture, sarà anche luogo di esperienze particolari e inedite:

il buio in cui ci si trova immersi in mare davanti alla Cala dell’oro, tra Punta Chiappa e San Fruttuorso, creerà le condizioni ottimali per leggere il cielo stellato guidati da Enzo Gaggero e Giampiero Barbieri dell’Associazione  Culturale “Il Sestante” di Chiavari: si potrà scoprire così il cosiddetto "triangolo estivo" formato dalle tre bellissime stelle Vega, Deneb e Altar e alcune costellazioni come il Cigno, la Lira, l'Aquila, Ercole, il Delfino....e tante altre.

Anche quest’anno sarà proposto di rivivere antiche abitudini come quella del “barcheggio”, cioè l’andar per mare accompagnati dalla musica che sarà suonata a bordo secondo il progetto musicale di Tiziana Canfori. I brani, per voce e strumenti a sorpresa, si susseguiranno nelle soste previste nelle più affascinanti baie tra Camogli e Portofino come Porto Pidocchio, la Cala dell’oro, San Fruttuoso e Portofino.
Novità di questa edizione quella di un’ora a bordo che può offrire ai partecipanti una vera e propria esperienza di vita: il silenzio.

Immersi nella natura tra mare e cielo notturno, lontani dai rumori della costa, con l’accompagnamento di Michela Roccatagliata, insegnante yoga e responsabile della scuola di formazione di insegnanti yoga, si potrò trascorrere un “tempo silenzioso” che sia anche silenzio della mente e pace dagli affanni.
  
Proporre cultura a bordo è la nuova offerta della Società trasporti marittimi “Golfo Paradiso” che ha le sue origini nel 1932 quando i fratelli Biancotti avviarono questo tipo di attività con il gozzo usato normalmente per la pesca. La domanda turistica crebbe dagli anni ’50 e ’60, in rapporto all’affermarsi del limitrofo Tigullio come luogo di mondanità, fino ad arrivare all’odierna affermazione autonoma di Camogli, con San Fruttuoso di Capodimonte e Punta Chiappa, così che oggi la “Golfo Paradiso” snc conta ben nove imbarcazioni con tonnellaggi fino a 49,5 tonnellate di stazza lorda ed una portata variabile da un minimo di 45 ad un massimo di 350 passeggeri.

Con questi mezzi è possibile scoprire lo straordinario panorama del promontorio del monte di Portofino e della Riviera ma, oltre a tale opportunità, siamo ora lieti di offrire le nostre imbarcazioni, cogliendo la proposta di Farida Simonetti, per scoprire aspetti culturali inediti degli insediamenti lungo la costa e per questo proponendo anche una collana di guide.

Intendiamo così essere non semplicemente un mezzo per raggiungere posti di interesse, come avviene con le proposte verso l’acquario o i concerti all’Abbazia di San Fruttuoso, ma anche luogo dove si realizza un incontro di cultura, oltre che svago.

Proporre cultura a bordo, e non semplicemente condurre nei luoghi in cui accade: una proposta nuova, inedita per una società di servizio come la nostra, che apre nuove offerte per il turismo, nuovi sbocchi per la nostra Società, ma soprattutto dimostra come il mare possa essere fonte inesauribile di sinergie e possibilità.

Programma della IV edizione:

Giovedì 12 luglio 2012
Un’ora di navigazione
con il commento di Caterina Olcese Spingardi
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria
Su Grandi Alberghi e Ville della Belle Epoque nel golfo del Tigullio
Partenza da Genova h 17.30
Rientro a Genova h 21.30 
€ 27,00
Partenza da Camogli h 18.30
Rientro a Camogli h 20.30
€ 20,00
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Giovedì 19 luglio 2012
Un mare di… silenzio
Meditazione nel buio al largo di Punta Chiappa
L’esperienza del silenzio “immersi” nella natura tra mare e stelle
con la guida di Michela Roccatagliata
Insegnante yoga
Partenza da Genova h 21.30
Rientro a Genova h 00.30 c.
€ 20,00
Partenza da Camogli h 22.30
rientro a Camogli h 23.30
€ 15,00
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Giovedì 26 luglio 2012
Un’ora di navigazione
con il commento di Giovanna Rosso del Brenna
Università degli Studi di Genova
Su Architetture industriali nel porto di Genova
Partenza da Genova h 18.30
Rientro a Genova h 19.30 c.
€ 20,00
Partenza da Camogli h 17.30
Rientro a Camogli h.20.30
€ 15,00
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Giovedì 9 agosto 2012
Un’ora di navigazione
con il commento di Gianni Franzone e Matteo Fochessati
Wolfsoniana- Fondazione regionale per la cultura e lo spettacolo
su Ville tra eclettismo e razionalismo tra Genova e Camogli
Partenza da Genova h 18.30
Rientro a Genova h 21.00 c.
€ 20,00
Partenza da Camogli h 17.30
Rientro a Camogli h.20.00
€ 20
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Giovedì 16 agosto 2012
Un mare di… stelle
Per conoscere e riconoscere le stelle, le costellazioni ed i sistemi usati dai naviganti nelle varie epoche per determinare la posizione della nave in mare aperto.
Lettura del cielo nel buio al largo della Cala dell’oro
guidata da Enzo Gaggero e Giampiero Barbieri
Associazione Culturale “Il Sestante”, Chiavari
Si consiglia di portare anche un proprio binocolo
Partenza da Genova h 21.30
Rientro a Genova h 01 c.
€ 27,00
Partenza da Camogli h 22.30
Rientro a Camogli h 24.00
€ 20
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Giovedì 23 agosto 2012
Un mare di… musica
“calata delle reti” al largo di Camogli, Porto Pidocchio, Cala dell’Oro, San Fruttuoso, Portofino
per un “pescato” di musiche per voce e strumenti suonate a bordo
Partenza da Genova h 21
Rientro a Genova h 00.30 c.
€ 27
Partenza da Camogli h 22
Rientro a Camogli h 23.30
€ 20
Mini buffet offerto a bordo da “Zena Zuena”

Per motivi organizzativi è indispensabile prenotare presso la Società Battellieri “Golfo Paradiso” Tel. 0185.772091
In caso di condizioni meteomarine sfavorevoli l’iniziativa sarà sospesa