mercoledì 8 ottobre 2014

Eventi presso la Cattedrale di San Lorenzo e il Museo Diocesano di Genova

Sabato 11 ottobre 2014, ore 15,30, appuntamento unico per l’autunno con la Cattedrale segreta, visita guidata alla scoperta del complesso monumentale della Cattedrale di Genova.

Torna a grande richiesta l’itinerario che permetterà di scoprire il complesso monumentale di San Lorenzo con la sua storia, il patrimonio d’arte e di fede, i luoghi più nascosti: dal Chiostro medievale sede del Museo Diocesano, al Battistero, alla Tribuna del Doge, fino alle superbe Torri da cui godere del suggestivo panorama dei tetti genovesi.
Su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. Ingresso € 10. 
Appuntamento nella biglietteria del Museo del Tesoro (apertura dalle h 15). 
Evento realizzato in collaborazione con Arti&Mestieri.
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 010 2475127 (dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19).

Da Sabato 11 ottobre ore 15.30
IL MUSEO INCANTATO! 
A tutto Medioevo …
Laboratorio per bambini fra i 5 e gli 11 anni

Torna dopo il grande successo delle edizioni passate Il Museo Incantato, un modo nuovo e coinvolgente per accostare i bambini al patrimonio culturale della nostra città, attraverso giochi, laboratori e attività ispirate a temi diversi ogni mese: il Medioevo con le sue storie affascinanti e la rievocazione della scuola d’armi, la danza, la pittura fatta con le uova. E poi la storia del jeans, il tessuto più amato di tutti i tempi, partendo da un’opera antica che ha contribuito alla sua evoluzione; infine la cartapesta e le prescrizioni all’origine di questa tecnica d’arte … sono solo alcune delle tematiche affrontate! Gli incontri, che si terranno ogni sabato pomeriggio (con orario 15.30 – 17.30) sono rivolti ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Si riprende con A tutto Medioevo! Ogni sabato di ottobre le animazioni intratterranno i più piccoli facendo scoprire, con coinvolgenti storie, le meraviglie dell’arte e le avventurose imprese del Medioevo. Giovani cavalieri e dame alla scoperta di un mondo nascosto... Ogni bambino, dopo essere stato travestito con coloratissime tuniche, potrà ascoltare racconti fantastici, immedesimarsi in antichi personaggi, cimentarsi con la scuola d’armi, condividere giochi coinvolgenti, provare a dipingere come nel Medioevo e tanto altro!

Ecco il programma:
sabato 11, h 15.30: Alla scoperta del Santo Graal
sabato 18, h 15.30: In punta di pennello
sabato 25, h 15.30: Tra stemmi e stratagemmi

Le attività si tengono solo su prenotazione con una quota di partecipazione di € 8. Durante l’animazione, che può essere fruita senza l’assistenza degli adulti, gli accompagnatori possono scegliere di visitare gratuitamente il Museo.

Con Arti&Mestieri e Ianua temporis.
Visita il sito http://www.ianuatemporis.it

Info e prenotazioni: 
Tel. 010.2475127
info@museodiocesanogenova.it
didattica@arti-e-mestieri.it


Da Venerdì 17 ottobre  2014, ore 15,30 Sono aperte le iscrizioni ai CORSI DI ARTE ANTICA

Con la calligrafia, che letteralmente significa “bella scrittura”, si potranno acquisire alcune capacità specifiche come l’uso della penna d’oca, per scrivere con inchiostri naturali ricavati dalla galla di quercia o dall’indaco e poi applicati ad alfabeti e testi quattrocenteschi, per giungere ad una simpatica applicazione pratica nel corso degli “auguri di Natale“. Con la pittura a tempera su tavola ci si addentrerà nei segreti di una bottega di pittura del tempo di Giotto e “svelati” nel testo di un suo allievo spirituale, Cennino Cennini. Con la miniatura si impareranno le tecniche di decorazione degli antichi testi manoscritti, prendendo le mosse da quelli conservati nell’Archivio Storico Diocesano, in deposito presso il Museo. Con il corso dei “preziosi cofanetti“, la tecnica della tempera approda a diversi esiti artistici con l’applicazione su supporto tridimensionale, prendendo diretta ispirazione dalla “Custodia lignea per il reliquiario della mano di Santo Stefano” (inizio sec. XIV) visibile nel percorso museale. Infine, quest’anno viene proposto un mini-corso per gruppi concentrato in un solo appuntamento, chiamato “Assaggi d’arte“: si risponde così all’esigenza di diverse richieste, sottoposteci nell’arco degli anni, di poter acquisire i rudimenti base di alcune tecniche in un solo appuntamento della durata di circa 4h.

Docente dei corsi di pittura è la Maestra d’Arte Francesca Cristini, che, nata come acquarellista, coltiva per passione da più di un decennio lo studio e la riproposizione delle tecniche pittoriche medievali con attenzione filologica. L’arte della “bella scrittura” è invece insegnata dal dott. Yuri Zanelli, ricostruttore appassionato di questa disciplina.

Con  Arti&Mestieri e Ianua temporis.
Info e prenotazioni:
Tel. 010.2475127
http://www.museodiocesanogenova.it/servizi-educativi/corsi-e-seminari/

sabato 4 ottobre 2014

Genova per Colombo. La chitarra di Giuseppe Mazzini in concerto

Mercoledì 8 ottobre 2014, alle ore 17.00, al Museo del Risorgimento, in via Lomellini 11 a Genova,
il Maestro Josè Scanu terrà un concerto solista con la chitarra di Giuseppe Mazzini dal titolo 
I temi variati dell’ottocento italiano

Mauro Giuliani: Tema e Variazioni su la “Folia de Espana” op. 45

Nicolò Paganini: Due sonate dalle 37 Sonate M.S. 84: 

Mauro Giuliani: Tema e Variazioni su un tema di Haendel dal “Fabbro armonioso” op. 107

Ferdinando Carulli: Fantasia variata su “La Marsigliese” op.330

Matteo Carcassi: I e III me pout-pourri sur les Airs de Gioacchino Rossini

José Scanu  ha iniziato lo studio della chitarra nella sua città, Imperia, all’età di 8 anni, dove ha iniziato la sua carriera artistica, effettuando il suo primo concerto pubblico oltre trent’anni fa. Ha studiato con gli allievi italiani del grande Andrés Segovia, che egli stesso ha incontrato in varie occasioni: Ruggero Chiesa,  Oscar Ghiglia, Aldo Minella e Guido Margaria, con il quale si è brillantemente diplomato al Conservatorio “Vivaldi“ di Alessandria. 
Laureato con lode e dignità di stampa in lettere e filosofia all’Università di Genova con una tesi sui Lieder di Gustav Mahler (relatore il prof.Leopoldo Gamberini), e dopo studi di composizione compiuti con Carlo Mosso e Raffaele Cecconi, ha intrapreso fin da giovanissimo la carriera concertistica sia come solista che in formazioni cameristiche, ospite delle maggiori istituzioni musicali e concertistiche nazionali ed internazionali in Europa, Asia e America. 
Suona dal 1990 in duo con il violinista Mario Trabucco, curatore del violino di Paganini, il celebre “Cannone”, con il quale ha tenuto tour e concerti in Europa, Russia, Giappone e dirette radiofoniche e televisive, alcune  trasmesse nel circuito Euroradio in 25 Paesi europei, su Radio Tre e nel circuito della Filodiffusione Rai, nonché per numerose emittenti televisive private regionali e nazionali.
E’ il fondatore della Camerata Musicale Ligure in attività dal 1989, con la quale ha effettuato centinaia di concerti, con un repertorio che spazia dal barocco alla musica moderna.
Già direttore e consulente artistico di numerosi festival musicali , è stato curatore scientifico del Fondo-Archivio musicale Edward Neill della Fondazione De Ferrari di Genova. 
 Scanu ha registrato per la RAI, per varie case discografiche (Philarmonia, DeVega, Raro, Dynamic ), e alterna interventi di docenza all’Università di Genova e al DAMS.
Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti alla carriera e per la sua attività sia con la Camerata Musicale Ligure che con il duo violino-chitarra Mario Trabucco – José Scanu, tra cui il "XXXI Premio Regionale Ligure" per la musica e dalla Sindaco di Genova il “Bigo d’argento”, massima onorificenza conferita dal  Comune di Genova per l’arte e la cultura.
Dal giugno 2012 il Comune di Genova - Museo del Risorgimento gli ha conferito il prestigioso incarico di valorizzare attraverso esecuzioni periodiche e in particolari eventi istituzionali la chitarra Gennaro Fabbricatore del 1821, liutaio in Napoli,  appartenuta a Giuseppe Mazzini.

giovedì 2 ottobre 2014

Festa grande nel Chiostro della Cattedrale, dalle 15 alle 18.30, per presentare tutte le attività in previsione per l’anno 2014-2015 nel Museo Diocesano e nel Museo del Tesoro. Nella splendida cornice del Chiostro e nelle sale del Museo Diocesano saranno infatti allestite alcune postazioni che offriranno informazioni e “prove” delle varie attività, con notizie sugli eventi, i viaggi, il volontariato culturale e l’offerta didattica, ma anche dimostrazioni di pittura antica, animazioni e piccole performance teatrali, mentre le guide del Museo Diocesano aiuteranno a scoprire angoli nascosti del sito con brevi visite a ciclo continuo.
Potrete così conoscere la programmazione degli eventi dedicati agli amanti dell’arte e della storia genovese, come le interessanti conferenze dedicate ai lavori dei giovani ricercatori dell’Università, o il ciclo di visite guidate dedicate, fra cui la “Cattedrale segreta”, che conduce dalle arcate del Chiostro alla sommità della Cattedrale, usufruendo inoltre di alcuni piccoli “assaggi” del patrimonio culturale del complesso monumentale del Duomo già durante il pomeriggio; oppure potrete ritirare il calendario delle attività per famiglie del sabato, che si tengono da ottobre a maggio per svelare ai bambini che, oltre a quello … ufficiale, esiste anche un “Museo incantato”; o ancora, potrete rimanere affascinati dalle antiche tecniche artistiche del Medioevo, come la pittura a tempera su tavola, la miniatura o la calligrafia: un’attività gratificante e rilassante sulle tracce di antichi maestri d’arte!
Un pomeriggio diverso, aperto a tutti e pensato anche per le famiglie, da vivere in maniera totalmente libera e rilassante. L’ingresso e la partecipazione a tutte le attività sono gratuiti. Le attività per bambini sono gratuite fino a esaurimento dei posti disponibili (è possibile prenotare).

 Programma del pomeriggio: 
ore 15 apertura del museo

ore 15,30 “Il Museo Incantato” – animazioni per bambini dai 5 agli 11 anni

ore 16 Visita guidata a cura del Conservatore del Museo, dott. Paola Martini

ore 16,30 “Il Museo Incantato” – animazioni per bambini dai 5 agli 11 anni

ore 17 Visita guidata al Museo: angoli da scoprire

ore 17,30 “Il Museo Incantato” – animazioni per bambini dai 5 agli 11 anni

Saranno inoltre presenti per presentare le loro attività: Il Cittadino – Settimanale Cattolico; Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici; La Via – Agenzia di Viaggi Diocesana e Gemi Eventi. 

Per vedere in anteprima i nostri eventi si visiti il sito:  

C’E’ CIBO E CIBO...UN CIBO PER LA MENTE . Presentazione del libro “Gherardo Cibo. Dilettante di botanica e pittore di 'paesi'. Arte, scienza e illustrazione botanica nel XVI secolo”

La Biblioteca Universitaria di Genova – Hotel Colombia riprende le sue attività culturali, dopo la pausa estiva, nella splendida Sala da Ballo della sua nuova sede di fronte alla Stazione Principe con una iniziativa organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale e il Garden Club Genova aderente all’AGI Associazione Giardini Italiani.
Giovedì 9 ottobre alle ore 17 sarà presentato il libro “Gherardo Cibo. Dilettante di botanica e pittore di 'paesi'. Arte, scienza e illustrazione botanica nel XVI secolo” di Giorgio Mangani e Lucia Tongiorgi Tomasi edito nel 2013 da Il Lavoro Editoriale di Ancona.
Con gli autori interverranno Mauro Giorgio Mariotti, Ordinario di Botanica, Università di Genova, Giovanna Rotondi Terminiello, Storica dell’Arte, Paolo Santini, Presidente Centro Studi Arceviesi di documentazione e ricerca per le Marche.
Il perché della presenza di studiosi di così alto livello internazionale e di varie discipline sta proprio nella varietà e ricchezza della figura di Gherardo Cibo.

Nel 1540 il genovese Gherardo Cibo (1512-1600), nobile cavaliere pronipote di papa Innocenzo VIII e nipote di Caterina Cibo, duchessa di Camerino, parente dei della Rovere, decide di ritirarsi a Rocca Contrada, nel Ducato di Urbino (oggi Arcevia), per dedicarsi completamente allo studio delle piante, alla pittura di paesaggio ed alla sperimentazione di tecniche innovative nella conservazione e riproduzione delle specie botaniche, cimentandosi nella miniatura, nel disegno di paesaggio, nell’arte di fare i colori, nella stampa a matrice naturale delle piante, nella preparazione di erbari secchi e dipinti.
Artista e scienziato allo stesso tempo, Cibo è in contatto con i maggiori studiosi del tempo come Pietro Andrea Mattioli e Ulisse Aldrovandi e si dedica a rappresentare, sullo sfondo delle piante rintracciate nel corso delle sue numerose spedizioni botaniche, i paesaggi delle Marche e dell’Umbria, restituendo lo skyline rurale e urbano del tempo, mescolando la fedeltà al dato naturale con una sorta di idealizzazione arcadica della semplicità della vita in campagna, che è anche espressione di una sensibilità religiosa evangelica ispirata alle idee della Riforma.
Dell’opera di Cibo, personalità riservata e modesta, si perse ben presto memoria e i suoi disegni andarono dispersi in numerose biblioteche del mondo, spesso attribuiti ad artisti nordici o fiamminghi, fino a quando diversi codici e disegni furono rintracciati ed a lui attribuiti da Lucia Tongiorgi Tomasi che, grazie soprattutto al reperimento di tre straordinari codici miniati sul finire degli anni Ottanta del secolo scorso presso la British Library e la Biblioteca Marucelliana di Firenze, delineò l’identità di Gherardo Cibo.  Ora sono raccolti, catalogati, riprodotti e studiati nello straordinario volume illustrato che verrà presentato e che spiega anche per quale motivo il paesaggio marchigiano sia stato percepito per molto tempo come un’Arcadia ideale.

L’incontro permetterà di conoscere la figura di Cibo dal punto di vista biografico con Paolo Santini, in un percorso tra arte e scienza che sarà delineato da Giovanna Rotondi Terminiello e da Mauro Giorgio Mariotti. Si cercherà di ricostruire i suoi riferimenti culturali, religiosi e scientifici.
Ad arricchimento dell’iniziativa e quale testimonianza dello stretto rapporto fra Cibo e Mattioli, Duilio Contin, Direttore della Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum a Sansepolcro (AR) che di recente ha presentato un’anteprima di prossima uscita dell’edizione anastatica del “Dioscoride” del Mattioli colorato e miniato da Gherardo Cibo, omaggerà i presenti all’incontro proprio con una tavola botanica tratta da un erbario del Mattioli dipinto da Gherardo Cibo.
Il volume che verrà presentato presso la Biblioteca Universitaria di Genova, ha ottenuto il premio “Arca dell'Arte, premio Rotondi ai Salvatori dell'Arte” – sezione Marche 2014, e l’iniziativa é dedicata, anche da parte del Garden Club Genova,  alla memoria di Mauro Del Corso, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni degli Amici dei Musei, che segnaló tempestivamente il libro incentrato su un personaggio vissuto nelle Marche, ma di origine genovese finalmente riscoperto.

L’ingresso all’iniziativa è libero ed aperto a tutta la cittadinanza.

Giorgio Mangani
Ha tenuto corsi su materie geografiche nelle Università di Bergamo, Bologna, Urbino e Politecnica delle Marche (Ancona). Si occupa di storia della geografia e della cartografia. 
Tra i suoi libri, “Il ‘mondo’ di Abramo Ortelio. Misticismo, geografia, e collezionismo nel rinascimento dei Paesi Bassi” (1998, rist. 2006); “Geopolitica del paesaggio. Storie e geografie dell’identità marchigiana” (2012).

Lucia Tongiorgi Tomasi
Già professore di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Pisa, della quale è stata per diversi anni Prorettore, si occupa di rapporti tra arte e scienza, storia dei  giardini, storia dell’iconografia naturalistica e di arte toscana tra Cinquecento e Settecento.
E’stata Visiting Professor al Getty Center for History of Art di Malibu, all’Università di Oxford e ha tenuto seminari nelle Università di San Paulo e di Campinas (Brasile).
Autrice di numerosi saggi, ha curato esposizioni scientifiche internazionali come Italian Botanical Art Today (Washington 2001), Flowering of Florence. Botanical Art for the Medici (Washington 2002).
Fa parte del comitato editoriale di numerose riviste come “Garden and Landscape Studies”, “Journal of Garden History” e dirige la collana “Giardini e paesaggio” della casa editrice Olschki.


Relatori

Mauro Mariotti
Già ricercatore presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Siena dal 1983 al 1992 e professore associato presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano dal 1992 al 2005, è stato Professore Straordinario presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova dal 2005 al 2008 e dal 1 novembre 2008 è Professore Ordinario di Botanica Ambientale e Applicata presso la Facoltà (ora Scuola) di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali della stessa università.
Relativamente all’attività didattica, dal 1990 ha svolto insegnamenti attinenti ai SSD della biologia vegetale BIO/03 e BIO/01 con particolare riguardo agli aspetti applicativi, sia in corsi di laurea sia in corsi di specializzazione (Master). Attualmente è docente di Botanica e Laboratorio (Corso di Laurea in Scienze Biologiche), di Rilevamento, cartografia e monitoraggio di flora e vegetazione e di Pianificazione e progettazione in ambiti naturali e valutazione di incidenza (Corso di Laurea Magistrale in Scienze dei Sistemi naturali).
Dal novembre 2010 è Coordinatore (già Presidente) del Consiglio di Corso di Studi di Scienze Naturali della Facoltà di Scienze MFN dell’Università di Genova. Dal 2007 è Coordinatore del Corso di Dottorato in Botanica applicata all’agricoltura e all’ambiente.
Dal 2006 è responsabile del Polo Botanico Hanbury (ex Istituto di Botanica e Orto Botanico dell’Università). Dal 2008 è Presidente e dal 2010 direttore ad interim del Centro universitario di servizi Giardini Botanici Hanbury, ente gestore dell’Area Protetta regionale omonima e dei Siti d’importanza comunitaria di Capo Mortola e relativi fondali marini.
Fa parte del Collegio consultivo della Società Botanica Italiana, di cui è presidente della Sezione regionale ligure; dal 2012 è presidente della Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione Ex Situ della flora spontanea italiana onlus (RIBES).
È referee per diverse riviste scientifiche internazionali (Biological Conservation, Folia Geobotanica & Phytotaxonomica, Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine, Plant Systematic and Evolution, Arid Land Research and Management) ed ha partecipato ai lavori di revisione e selezione di progetti di ricerca d’interesse nazionale dell’area biologica. È stato ed è Responsabile di diversi progetti di studio finanziati dalla Comunità Europea o da enti locali (Regione Liguria, Province, Comuni e Aree Protette). Ha partecipato a diversi progetti e studi spesso in qualità di responsabile scientifico, nel campo dell’analisi, del rilevamento, della valutazione e della pianificazione e gestione ambientale, con particolare riguardo alla componente vegetale, nonché per la valutazione delle potenzialità di utilizzo di vegetali per finalità differenti (alimentazione, fitobonifica, monitoraggio, ecc.).
E’ autore o coautore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e nazionali, nonché di monografie e contributi in atti di congressi.

Giovanna Rotondi Terminiello
Laureata in lettere e filosofia a Genova, ha frequentato la scuola di perfezionamento in storia dell’arte medioevale e moderna presso l’Università degli Studi di Roma.
Negli anni 1961 – 1963 è stata assistente del prof. Giulio Carlo Argan, ordinario di Storia dell’arte moderna presso quell’Università. Nel 1964 è stata assunta per concorso nell’Amministrazione dello Stato (Ministero per i beni e le attività culturali) entrando in servizio presso la Soprintendenza ai Monumenti della Liguria e, dal 1974, presso la Soprintendenza per i beni artistici e storici della Liguria di cui dal 1976 al 1996 è stata soprintendente dirigente. In tale veste ha coordinato le campagne di restauro nel territorio di competenza dirigendo numerosi cantieri. Tra gli interventi più importanti il restauro di varie tavole e tele di Maestri fiamminghi, da Van Cleve a Rubens, di cicli di affreschi tra cui quelli quattrocenteschi del Convento domenicano di S. Maria di Castello a Genova, dei monasteri olivetani di S. Girolamo di Quarto e delle Grazie di Portovenere e della Cappella Sistina di Savona; inoltre ha diretto il recupero conservativo dei decori barocchi della chiesa genovese di S. Siro e, sempre a Genova, degli affreschi dei Palazzi Reale, Balbi e Tursi.
Si è occupata di tutela, conservazione, catalogazione e restauro dei beni culturali di Genova e della Liguria. Ha inoltre operato nel campo espositivo e museale. Sono dovuti a lei il restauro della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e l’apertura della Galleria Nazionale della Liguria, l’istituzione del Museo diocesano di Albenga e di Chiavari, il riallestimento del Museo del Tesoro del Santuario di N.S. di Misericordia a Savona.
Ha promosso e curato a Genova e in Liguria una serie di mostre tra le quali Genua picta (1982), Giovanni Pisano a Genova (1987) – entrambe allestite in seconda battuta in USA (rispettivamente a Columbus Ohio e a New York-Metropolitan Museum) – Giovanni Benedetto Castiglione il Grechetto (1990), Genova nell’Età barocca (1992), Bernardo Strozzi (1995, allestita anche a Venezia e Baltimora, USA), Gli argenti genovesi e Il Presepe genovese (entrambe per la Galleria Nazionale del Canada, Ottawa).
Ha organizzato vari Convegni internazionali, curandone poi gli Atti, tra i quali Problemi di conservazione e restauro delle facciate dipinte (Genova 1982), Sisto IV e Giulio II mecenati e promotori di cultura (Savona, 1987), Giulio II papa, politico, mecenate (Savona, 2004).
Dal 1997 al 2007 ha insegnato a contratto “Storia e tecnica del restauro” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova.
E’ presidente del “Premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte” (diventato legge dello Stato nel 2009)
E’ vice presidente dell’ Associazione Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale.
E’ autrice di molte pubblicazioni scientifiche tra cui, ultima in ordine di tempo (2008-2009), il catalogo in due volumi del patrimonio storico-artistico di Banca Carige e del suo gruppo.

Paolo Santini 
Nato in Arcevia , è  da tempo residente a Roma. 
Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, si è dedicato sin da giovane allo studio della storia ed arte delle Marche con particolare riferimento ad Arcevia ed al suo territorio. Nel 1988 gli è stato assegnato il premio nazionale della cultura per la storia locale.
Autore di pubblicazioni anche a carattere divulgativo e tematico, ha collaborato  con riviste e periodici  e diretto una rivista d’arte a Roma. 
Svolge dagli anni Settanta attività di ricerca nel campo artistico come pittore e grafico con al suo attivo mostre personali e collettive anche in ambito nazionale. Nel 1978 è stato nominato Accademico Tiberino.
‘E stato presidente e membro di giurie di premi, concorsi e manifestazioni d’arte, presentando artisti in cataloghi e riviste specializzate.
Ha ricoperto  l’incarico di consulente storico-artistico per il piano regolatore del comune di Arcevia.
‘E presidente dal 1994 del Centro Studi Arceviesi di documentazione e ricerca per le Marche, nonché uno dei fondatori e direttore della omonima pubblicazione periodica.
Ha avuto esperienze professionali anche nel settore legale, bancario e finanziario.

Duilio Contin
Friulano, nato nel 1949, è direttore della Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum di Sansepolcro. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, si occupa di Beni artistici e librari, frequentando assiduamente le più importanti collezioni europee nell'ambito dell'attività di ricerca per conto di Enti pubblici e privati. Appassionato bibliologo, ha un particolare interesse per la storia delle teniche di illustrazione. Ha pubblicato contributi critici su testi di storia dell’arte rinascimentale e di illustrazione botanica. Fra i più recenti, per l'editore Aboca: Gli scacchi di Luca Pacioli (2008), Antologia della Divina Proportione (2010), Hortus Amoenissimus (2012). Studioso di tradizioni popolari, per l'editore il Bulino ha commentato la recente ristampa dell'Album pittorico del Friuli (2012). Numerosi articoli di carattere storico-bibliografico sono comparsi sui maggiori quotidiani o su mensili specializzati in bibliofilia; ha curato mostre di notevole rilievo di libri antichi e stampe in varie regioni, in particolare in Friuli Venezia Giulia, Umbria e Toscana. Ha organizzato convegni di carattere storico, artistico e filosofico.

Per maggiori informazioni sull'evento visitate il sito 

sabato 27 settembre 2014

Presentazione del volume e della mappa “Chiese e Oratori di Genova: due itinerari tra arte e fede nel cuore della città”

Nella Sala Fieschi del Museo Diocesano di Genova, martedì 30 settembre alle ore 16.30, nell’ambito del progetto “Itinerario dei patrimoni accessibili” (ACCESSIT), si terrà la Presentazione del volume e della mappa “Chiese e Oratori di Genova: due itinerari tra arte e fede nel cuore della città”


Interverranno:
Paola Martini, conservatore del Museo
Angelo Berlangieri, Assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo, Regione Liguria
Mons. Luigi Borzone, pro - Vicario Generale, Arcidiocesi di Genova
Maria Teresa Orengo, coordinatore generale del progetto strategico Accessit, Regione Liguria
Grazia Di Natale, Ufficio Beni Culturali, Arcidiocesi di Genova

Il Museo Diocesano di Genova vi invita alla presentazione Il percorso che si snoda nel cuore del centro storico genovese alla scoperta dello straordinario patrimonio di arte, fede e tradizione rappresentato dalle antiche chiese e oratori, ben esemplificato dal volume e dalla mappa che oggi verranno presentati, costituisce una tappa del complesso e articolato progetto “Itinerario dei patrimoni accessibili” (ACCESSIT) del programma comunitario Italia Francia Marittimo, di cui la Regione Liguria è partner. Questo progetto infatti intende promuovere  la messa in rete del patrimonio culturale di aree connotate da identità territoriali forti e riconoscibili, facendone un volano per lo sviluppo storico locale.
Tra i diversi temi, la Regione Liguria e la Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo hanno voluto sviluppare l’itinerario legato alle chiese e agli oratori esistenti nel centro storico genovese: essi rappresentano i principali luoghi dove leggere la storia della città, costituendo uno strumento impareggiabile di conoscenza per incontrare non solo le espressioni della fede, dell’arte e delle tradizioni cittadine, ma anche i protagonisti della sua lunga storia. La cartina illustra due diversi itinerari che, partendo dal Museo Diocesano di Genova, conducono il visitatore alla scoperta di dodici edifici religiosi, autentici scrigni di arte e storia. Questo filo rosso che si snoda nel cuore della città si articola per oratori, parrocchie, cappelle gentilizie e chiese di prestigiosi conventi, resi accessibili grazie alla collaborazione di Custodi volontari aderenti al progetto delle “Chiese Aperte”. 
La scelta del Museo Diocesano come luogo di partenza di questi due itinerari vuole sottolinearne la mission di ente museale di supporto per la conservazione del prezioso patrimonio d’arte della Diocesi, in particolare ospitando quelle opere che, per motivi di conservazione e sicurezza hanno necessità di un’esposizione più controllata che il Museo riesce a garantire. Ciascuna chiesa, oltre ad essere ancora uno straordinario strumento di orientamento per il turista e per il cittadino lungo il dedalo dei caruggi, è intrinsecamente legata al frammento di città nel quale è inserita, testimoniando, attraverso le sue opere, il legame con le corporazioni artigianali – i “portuali” per San Marco al Molo, gli orafi per la chiesa delle Vigne o i chirurghi  per i Santi Cosma e Damiano - l’attività assistenziale delle confraternite – come l’opera pietosa di seppellire i cadaveri di cui si incaricava la confraternita della Morte e Orazione –  il prestigio delle famiglie aristocratiche espresso nelle chiese gentilizie di San Torpete e di San Luca e l’articolata presenza degli Ordini religiosi (Filippini, Francescani, Teatini e Scolopi). Il volume, edito dalla casa editrice De Ferrari di Genova, e la cartina, edita da Microarts di Rapallo, presenta apparati critici e storici di Grazia Di Natale, Valentina Fiore e Paola Martini. 

Per maggiori informazioni http://www.museodiocesanogenova.it

venerdì 26 settembre 2014

Per il Ciclo "Meraviglie da Collezione": La Religione e la Casa – La Guerra - La Pace, Tempere su tavola, 1928 – 31

L’Istituto Mazziniano – Museo del Risorgimento, nella nuova sezione espositiva dedicata alla Grande Guerra, presenta i  tre bozzetti delle pitture murali realizzate da Antonio Giuseppe Santagata per il Salone delle adunate della Casa Madre dei Mutilati di Roma.
Le visite sono condotte dagli studenti in stage del Corso di laurea magistrale in Storia dell'arte e valorizzazione del patrimonio artistico dell'Università di Genova Giulia Ampollini, Chiara Baldini, Alessandro Ferraro

Appuntamenti (ore 16 e 17)
Settembre: sabato 27 e domenica 28
Ottobre: sabato 4, sabato 18
Novembre: sabato 8, sabato 22
Dicembre: sabato 6, sabato 13

Per maggiori informazioni contattare il numero  010.2465843

Per gruppi è consigliata la prenotazione: ufficio marketing 010.74829 - 739

La visita guidata a cura degli studenti  è  gratuita; restano in vigore le normali tariffe di ingresso al Museo (interi, ridotti, eventuali gratuità)  

Domenica 28 Settembre 2014, il Museo del Risorgimento sarà eccezionalmente aperto dalle ore 15 alle ore 18,30

http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique82

martedì 23 settembre 2014

Le Tentazioni di Sant’Antonio Abate. Il ritorno a Genova di un capolavoro

Presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, Piazza Pellicceria, 1 a Genova. 
Ritorna a Genova una delle più celebri opere delle storiche collezioni genovesi, documentata nella seicentesca dimora di Francesco Maria Balbi, che sarà eccezionalmente esposta, fino al 31 marzo 2016, nelle sale della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola.
Si tratta della tavola raffigurante Le tentazioni di sant’Antonio, tradizionalmente attribuita a Pieter Brueghel il Giovane, passata a metà Novecento in una collezione romana e non più comparsa al pubblico dopo una mostra genovese nel 1946.
Grazie alla sensibilità e generosità dell’attuale proprietario, la straordinaria tavola torna a Genova per poter nuovamente essere ammirata e colpire i visitatori, come avvenne nel passato a tutti i più raffinati eruditi e soprattutto, nel 1845, a Gustave Flaubert, il quale in occasione del suo soggiorno genovese rimase stupito di fronte alla straordinaria composizione, tanto da essere per lui ispirazione per la sua opera teatrale La Tentation de Saint Antoine, pubblicata nel 1874.

L’eccezionale esposizione dell’opera presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola è resa possibile grazie a una sponsorizzazione tecnica da parte  dell’UBI-Banca Regionale Europea Filiale di Genova e del Dottor Filippo Gaslini Alberti Agente Generale UnipolSai S.p.A.

Nella collezione di Francesco Maria Balbi
La tavola raffigurante le Tentazioni di sant’Antonio Abate risulta citata all’interno dell’importante quadreria raccolta nel palazzo genovese di Francesco Maria Balbi (1619-1704), sito nella omonima strada, dallo storiografo e pittore Carlo Giuseppe Ratti, il quale nel 1766 descrisse nella galleria della maestosa dimora “una tavolina del Brughel, che con ammirevole diligenza vi ha figurata una tentazione di S. Antonio Abbate”. Poco tempo dopo (1780), lo studioso segnalò ancora il dipinto, “diligentissimo lavoro del Brughel”, nella medesima collocazione. Negli stessi anni la tavola fu più volte citata in numerose guide francesi che riportarono l’ormai consueta attribuzione al Brueghel.
Nel 1847 Federigo Alizeri ricordò la “bizzarra composizione del Brueghel soprannominato l’Inferno dal genere de’ suoi dipinti” nuovamente nella galleria, dove la segnalò in seguito anche una Guida pubblicata nel 1870, e, ancora, lo stesso Alizeri nel 1875. Quest’ultimo studioso propose di correggere la paternità che corredava in precedenza l’opera, genericamente indicata nelle fonti più antiche come del “Brueghel”, avanzando una più precisa attribuzione a Pieter Brueghel degli Inferni - ovvero Pieter Brueghel il Giovane (Bruxelles, 1564 - Anversa, 1639) -, figlio di Pieter Brueghel il Vecchio e fratello di Jan Brueghel dei Velluti. Tale riferimento venne ripreso in varie pubblicazioni successive e ampiamente confermato in occasione della Mostra della pittura antica in Liguria dal Trecento al Cinquecento allestita presso le sale del Palazzo Reale di Genova nel 1946, ultima occasione in cui il capolavoro fu esposto al pubblico.
In seguito alla divisione dell’antica quadreria di Francesco Maria Balbi, attuata per motivi ereditari tra gli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, l’opera venne allontanata dalla dimora genovese di via Balbi per passare a Roma presso una collezione privata.

Gustave Flaubert
La tavola è stata identificata nel dipinto citato da Gustave Flaubert in una lettera inviata a Mlle Leroyer de Chantepie il 5 giugno 1872 e visionato dallo scrittore francese in occasione di una sosta a Genova durante il viaggio in Italia affrontato nel 1845 in occasione del viaggio di nozze della sorella. Già in occasione della sua apparizione alla mostra allestita a Genova nel 1946 venne svelato il rapporto esistente tra la tavola appartenuta alla collezione di Francesco Maria Balbi e il capolavoro di Flaubert La Tentation de Saint Antoine, edito nella sua stesura definitiva nel 1874. Gustave Flaubert, nella lettera sopra menzionata, ricordò che “au mieu de mes chagrins j’achève mon Saint Antoine, c’este l’oeuvre de totute ma vie, puisque la première idée m’en est venue en 1845, à Genes, devant un tableau de Breughel, et depuis ce temps-là, je m’ai cessé d’y songer et de faire des lectures afférentes”. Fu dunque il quadro allora nel palazzo di via Balbi a colpire profondamente la sensibilità dell’artista, come dimostrano con chiarezza le ulteriori frasi estrapolate da una sua lettera spedita da Milano il 13 maggio 1845 ad Alfred Le Poittevin, personaggio a cui dedicherà trent’anni dopo la sua opera: “un tableau de Breughel représentant la Tentation de Saint Antoine, que m’a fais penser à arranger pour le théâtre la Tentation de Saint Antoine; mais cela demanderait un autre gaillard que moi. Je donnerais bien toute la collection du Moniteur si je l’avais, et 100.000 francs avec, pour acheter ce tableau-là, que la plupart des personnages qui l’examinent regardent assurément comme mauvais”.

Le moderne proposte attributive
Dai primi anni Cinquanta del Novecento le Tentazioni di sant’Antonio Abate della quadreria Balbi Piovera furono sottoposte ad un attento esame da parte della critica, abbastanza concorde nel ritenere non del tutto corretta la precedente attribuzione a Pieter Brueghel il Giovane, riferimento modificato a favore del fratello Jan Brueghel oppure di Pieter Huys o dell’esecutore del dipinto con la Parabola del figliol prodigo (Vienna, Kunsthistorisches Museum) denominato convenzionalmente “Maestro del Figliol prodigo”, identificato da una parte della critica con Teodoro De Holanda.
Circa la tradizionale attribuzione a Pieter Brughel il Giovane, le opinioni espresse di recente suggeriscono diverse proposte di ricerca, da un’esecuzione dell’affascinante tavola da parte di un pittore anversano attivo in Italia negli anni Settanta del Cinquecento, all’intervento del pennello di Jan Mandijn (Haarlem, 1500 ca. - Anversa 1559), artista considerato uno dei protagonisti della produzione pittorica nordica del pieno Rinascimento, collocandosi come stretto seguace di Bosch, dal cui linguaggio si distaccò per una resa ancor più visionaria delle fantasiose figure. Nelle figure disposte in primo piano è stata ipotizzata anche la presenza della mano di Marten De Vos (Anversa, 1532-1603), proposta che porterebbe a una collocazione cronologica delle Tentazioni di sant’Antonio Abate nei suoi anni giovanili, ossia dopo il soggiorno italiano dell’artista.

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